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 La Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi del Comune di Rezzato ha accolto  con molto piacere e interesse la proposta di collaborare con l’Associazione Bambine e Bambini nel mondo.

ITALIA  RUSSIA Dai  bambini un ponte di forme, colori e immagini è un evento culturale che nasce da una pratica consolidata di attenzione alla ricchezza offerta dalla diversità delle culture e allo scambio per la conoscenza fra i popoli. 

Da qui nascono le esposizioni di Rezzato e di Tula - melodie in due tempi senza parole per forme, colori e immagini -  che costituiscono la  presente mostra.

Tutto ciò risponde a uno dei tratti distintivi della Pinacoteca: la sua forte vocazione internazionale, fermamente voluta dal fondatore Aldo Cibaldi e ampiamente documentata nella collezione storica, ricca di un patrimonio di oltre quattromila lavori che provengono da numerosi paesi del mondo e abbracciano tutta la seconda metà del Novecento.

La Pinacoteca trova linfa vitale e rinforzo quando riesce a produrre azioni volte a costruire ponti di immagini affidandosi agli elaborati creativi dei bambini - in questo caso dai cinque ai quattordici anni -  che sanno essere costruttori di pace in questi nostri tempi spazzati dai venti di guerra.

Le due esposizioni della mostra hanno caratteristiche assai diverse.

I lavori dei bambini russi presentati in Italia nelle sale espositive della Pinacoteca di Rezzato, provincia di Brescia, sono di tipologia omogenea quanto al territorio di provenienza, la città di Tula, e il periodo di  realizzazione, la fine  degli anni ’90. Per la maggior parte sono stati inviati dal  Liceo Municipale che festeggia proprio quest’anno il decimo anniversario della fondazione. Sette elaborati invece, scelti dalla collezione storica della Pinacoteca, provengono dal Liceo Ortodosso e sono stati prodotti nel 1995.

Il Liceo Municipale di Tula si qualifica per la sua attenzione a tutte le forme d’arte. La sezione artistico-figurativa è suddivisa in tre cicli: il primo e preparatorio, dai sei ai nove anni, permette di scoprire le attitudini creative delle bambine e dei bambini nel campo dell’attività figurativa;  il secondo, dai dieci ai quindici anni, ha come discipline portanti disegno, pittura, composizione, scultura e storia dell’arte, studiate nelle loro correlazioni. Il terzo ciclo, oltre i sedici anni, è considerato di specializzazione.

I lavori esposti sono di “bambini autori” dei primi due cicli. Le loro produzioni evidenziano in maniera spiccata l’impostazione didattica della scuola, che si muove su binari rigorosamente agganciati alla storia dell’arte offrendo una formazione sostanzialmente di tipo classico, nel solco della tradizione della scuola realista russa. Le tecniche spaziano dall’olio alla tempera, dalla china al pastello.

Le fiabe, le leggende, le feste russe, la poesia e la musica sono i temi ricorrenti, insieme a qualche momento di vita quotidiana popolato da molti animali: cavalli montati da cavalieri  indomiti che emergono dai racconti epici, tenerissimi gatti fra cui spicca quello che traguarda dai vetri in una fredda giornata d’inverno, scelto come manifesto dell’esposizione italiana. Ma anche esseri fantastici ispirati al mondo di Bosch e topi domestici che convivono pacificamente con gatti e  uccellini. L’equilibrio delle composizioni, scolasticamente impostato, è generalmente rigoroso e la tavolozza  dei colori ricca anche se più declinata sulle tonalità smorzate.

I lavori italiani scelti per l’esposizione russa propongono prevalentemente il vissuto affettivo della quotidianità famigliare: si va dal tempo del riposo delle vacanze marine a quello stagionale della raccolta delle castagne, dall'antico padano gesto di togliere le brattee alle pannocchie mature alla festa di colori e profumi della vendemmia. Ammiccano gli animali amici dell’uomo, gatti paciosi, galli combattivi, mansuete e ordinate pecore che pascolano su un solare prato giallo sotto il vigile occhio del pastore. Ha il sapore delle scuole di una volta l’interno di una classe durante una lezione, vibra di vitalità l’esterno della piazza animata di gente armata d'ombrelli; lievi le barche a vela appena uscite dal porticciolo prendono il largo, mentre le inconfondibili e decoratissime gondole si muovono in regata sul Canal Grande a Venezia. Nei lavori si evidenziano caratteristiche estremamente eterogenee legate all’età, alla regione di provenienza, al sesso, alla scuola, alle pregresse esperienze creativo-artistiche.

Nelle produzioni italiane non esistono eroi. L’unico personaggio “mitico” ampiamente rappresentato nella collezione della Pinacoteca è Pinocchio, in compagnia degli altri personaggi chiave della storia di Collodi: la Fata Turchina che per l’occasione si è messa una deliziosa veletta rosa, la volpe in procinto di ingannare il burattino, il grillo parlante candidato a una triste fine, i carabinieri che con le loro nere sagome incombono su Pinocchio che marina la scuola.

Nei lavori brillano e prevalgono gli azzurri, i rossi, i gialli, i verdi. Poco importa il soggetto rappresentato. Una sinfonia di colori vivacissimi è il paesaggio che fa da sfondo ad un corteo funebre; è ridente la nevicata dipinta su cartoncino nero che sprizza energia dalle sue case imbacuccate, vestite d’inverno ma riscaldate da colorati tetti-berretti.

Tutti i lavori che saranno esposti nella primavera 2002 a Tula appartengono alla collezione storica della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva. Sono stati realizzati in un arco di tempo di mezzo secolo - il più vecchio è del 1953 - e provengono da diverse regioni italiane, ricche di cultura e tradizioni: Lombardia, Friuli, Piemonte, Toscana, Emilia, Umbria, Puglia e Sicilia.

 Mentre l’esposizione dei lavori russi propone e approfondisce una modalità unica di educare alla creatività e all’arte, i lavori italiani mostrano un ventaglio di possibilità, di stili e di percorsi. Ai visitatori la sfida a confrontarsi e, nel cercare di conoscere l’altro, l’invito ad attraversare il ponte di immagini e colori lanciato dai bambini con i loro disegni.

Ha scritto Mario Lodi, un grande maestro sostenitore della creatività infantile: “Se il bambino ha la possibilità di sviluppare la sua ricerca dai tre anni in avanti, liberamente, senza interventi inopportuni, il suo linguaggio grafico infantile può raggiungere livelli espressivi notevoli. Nell’arco della scuola elementare i bambini percorrono una ricerca simile a quella della pittura moderna sperimentando il realismo, la deformazione espressionistica delle forme, la pittura informale e astratta per comunicare con linee e colori i sentimenti e i sogni. Sono pronti a capire i grandi artisti dell’arte moderna, perché hanno vissuto, nella ricerca, i loro stessi problemi ”. Sono pronti a riconoscere i segni della fantasia, i colori dell’anima, le forme del sentimento. Ad ascoltare le melodie senza parole proprie e altrui, rendendosi disponibili alla poesia e all’arte che parla le lingue di tutti e può zittire la grettezza e l’intolleranza, sterili matrici di tutte le guerre.

 Elena Pasetti

direttrice Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” – Rezzato

(Comune di Rezzato)

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